DALLA RUBRICA “CHACKULO E DINTORNI” – EDIZIONE DEL 17/09/2019

Incontriamo Omar nell’aula studio Edisu “Opera”, ci racconta di aver visto dei vigili urbani nei pressi dell’ingresso dell’Opera, poi quella che pensava potesse essere la macchina di Chak e che avendola visto parcheggiata con un biglietto scaduto ha provveduto a farne uno nuovo, per poi metterlo sul cruscotto, sfruttando il fatto che per qualche strano motivo la macchina era aperta.

Questo racconto rimarrà a testimonianza che il Chackulo esiste e, per quanto leggendario, non è solo una leggenda.

Si ringrazia altresì il buon Omar Belkaid per il bel gesto.

IL MASSACRO DEI SARACENI

28/07/2019 APPRODO DEI SARACENI TP

Nonostante le quasi ingerenti controindicazioni di madre natura, Carolina, Emanuele e Chakib si cimentano in un bagno tra l’ondoso mar Mediterraneo e le morbide scogliere della costa sudoccidentale sicula. Daniele, inizialmente rimasto fuori dalle esiziali acque con il solo scopo di filmare l’impresa, si unirà ai malcapitati solo dopo, nel tentativo, forse parzialmente riuscito, di trarre Carolina in salvo da un’onda che gravava minacciosa su di lei.

Carolina, Daniele ed Emanuele riporteranno diverse escoriazioni, anche importanti, mentre Chakkino o Chakkulo ne uscirà illeso, anche grazie all’esperienza che lo ha portato a scegliere un momento più adatto per tornare a terra.

LETTERA AL COL CLAPIER IV

Emanuele ha deciso di dotare il bivacco di un caricatore per cellulari, sta facendo del casino con dei fili arrancato sopra la porta. Se gradite la sua iniziativa uscite dalla porta e abbaiate per tre volte.

È un ingegnere, credo sappia quello che fa, io non capisco cosa stai facendo, ma sono solo un medico, la mia unica certezza risiede nella sua insanità mentale. Se invece pensate che debba essere arrestato per la manomissione del bivacco, sappiate che è un ingegnere elettronico e si chiama Emanuele, cercatelo.

Il caricatore per telefoni è sopra la porta, funziona. Adesso, insoddisfatto per quanto portato a termine finora, cerca di aggiungere una lampadina led ausiliaria al “lampadario” della camera principale, affinché si accenda autonomamente nell’eventualità in cui la prima si bruci.

Sta per tramontare, andiamo subito fuori a vedere ché l’ultima volta che non siamo stati tempestivi nell’andarlo a vedere nel Sahara l’abbiamo quasi perso. So che questa storia non è interessante.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora